Recensione – Tekken 7

Produttore: Bandai Namco

Sviluppatore: Bandai Namco

Genere: Picchiaduro

Giocatori: 1-2

Versione testata: PlayStation 4

Il settimo torneo del Pugno di Ferro

Nel bene e nel male, la saga di Tekken è da oltre vent’anni tra le più apprezzate dagli amanti di Picchiaduro, per merito del suo cast di personaggi sopra le righe, per le sue vicende dal sapore trash ma ugualmente avvincenti, e per il suo sistema di combattimento magari meno tecnico di altri esponenti del genere, ma comunque appagante e spettacolare.
A fronte di alcuni episodi assolutamente eccelsi, basti pensare all’immenso Tekken 3 o all’illustre Tekken 5, non è mancato qualche passo falso nel corso del tempo: alcuni capitoli, come Tekken 4 e Tekken 6, hanno provato a rinnovare leggermente la collaudata formula di gioco, introducendo nuove meccaniche che non hanno incontrato i favori di diversi appassionati; gli ultimi titoli in particolare (oltre al sesto va citato anche Tekken Tag Tournament 2) hanno posto forte enfasi sulle combo sofisticate, lunghi “palleggi” capaci di arrecare ingenti danni che, a detta di molti, hanno reso meno bilanciate le meccaniche di gioco.
Intendiamoci, gli ultimi Tekken non erano certo brutti titoli (ed anzi, Tekken Tag 2 è complessivamente un ottimo esponente della serie), ma si era reso necessario rimettere mano sul bilanciamento generale della produzione, partendo appunto dal controverso sistema di combo.

Con Tekken 7, annunciato ufficialmente nel 2014 in occasione del ventennale del brand, la Namco vuole dimostrare di aver preso seriamente in considerazione i feedback dei giocatori, impegnandosi a realizzare un settimo capitolo del tutto convincente.
Dopo vari test in giro per il giappone, la versione Arcade del gioco esordisce nel 2015. Il roster dei personaggi, inizialmente composto da soli 20 lottatori, si amplia con il passare del tempo, e la prima versione del gioco arriverà a contare 27 personaggi selezionabili.
Nell’estate del 2016 è tempo della consueta versione aggiornata per le sale giochi, intitolata Tekken 7: Fated Retribution. Il grosso aggiornamento, oltre ad introdurre Akuma da Street Fighter come guest star, amplia ulteriormente il roster con il passare del tempo e perfeziona ulteriormente il Gameplay. I commenti su Tekken 7 sono molto positivi: viene elogiato il sistema di combo più bilanciato e l’introduzione delle Rage Arts, mosse speciali utilizzabili una sola volta a partita, è accolta molto positivamente.
Tale reazione molto positiva aumenta le attese per la conferma versione Console (e per la prima volta anche PC), che esordisce sugli scaffali dei negozi il 2 Giugno 2017. Ci sono voluti tre anni di attesa, ma Tekken 7 è finalmente disponibile: i pareri positivi sono confermati anche per l’edizione casalinga?

Ad oltre vent’anni dall’inizio della serie, finalmente scopriremo chi trionferà tra Heihachi e Kazuya.

Kazuya vs Heihachi: scontro finale

Pur restando un elemento assolutamente secondario in ambito Picchiaduro, negli ultimi anni diversi autori hanno dato maggiore risalto alla componente narrativa di questi giochi, introducendo Story Mode più sofisticati in termini di cutscenes, dialoghi e colpi di scena. In particolare sono stati i NetherRealm a distinguersi positivamente, dotando i loro Mortal Kombat e Injustice di trame capaci di intrattenere e, per quanto possibile, convincere.
Anche Namco segue questa scia ed introduce in Tekken 7 una modalità storia vera e propria, la Saga dei Mishima, incentrata sull’atteso scontro finale tra Heihachi e Kazuya dopo una infinita guerra familiare.

A dire il vero, non è la prima volta che Katsuhiro Harada, storico producer di Tekken, punta forte sulla narrativa: il sesto capitolo, uscito su console nel 2009, aveva nello Scenario Campaign il suo piatto forte, una modalità che raccontava le vicende del gioco attraverso gli occhi di Lars ed Alisa, in lotta contro Jin Kazama e la Mishima Zaibatsu. Lo Scenario Campaign non ha tuttavia raccolto grandi consensi, nè in termini narrativi nè come Gameplay, rivelandosi fin troppo ripetitivo e poco stimolante con il passare delle ore.
Lo Story Mode di Tekken 7 prende invece una via completamente diversa, risultando più simile ai lavori dei NetherRealm: alternanza costante di cutscenes e combattimenti tradizionali per circa tre ore di gioco.
Prenderemo il controllo soltanto di una manciata di personaggi, come Heihachi, Kazuya, Lars, Alisa ed Akuma, affrontando talvolta scontri 1 VS 1, talvolta battaglie contro nemici multipli, ripercorrendo anche alcuni eventi chiave dell’intera saga.
La trama, va detto, non è nulla di memorabile, con spiegazioni poco approfondite su importanti retroscena della serie e qualche buco narrativo; le assurdità non mancano come da tradizione in Tekken, ma in fondo è proprio questa tipica vena trash che ha fatto appassionare tanti fan della serie alle vicende dei personaggi, consapevoli di essere davanti ad un prodotto sopra le righe che proprio dalle sue follie ha tratto parte della sua forte personalità.
E nonostante la trama fuori di testa, la Saga dei Mishima si rivela nel complesso meglio strutturata e più convincente del poco esaltante Scenario Campaign del predecessore, concludendosi con uno scontro finale da pelle d’oca in termini di spettacolarità, difficoltà e coinvolgimento.

Sempre tramite questa modalità è possibile accedere alle mini-storie di tutti i restanti personaggi del gioco, dove si possono scoprire le motivazioni che li spingono a partecipare al torneo ed i loro epiloghi. Le mini-storie sono composte da un singolo scontro, e molte delle conclusioni risultano piuttosto anonime, tolto qualche finale più sofisticato che fornisce risposte su alcuni passati quesiti (basti pensare alle origini di Steve Fox, un mistero che va avanti sin da quando il personaggio è stato introdotto di Tekken 4).
Forse sarebbe stato molto meglio seguire l’impostazione tipica dei passati episodi, ossia filmati conclusivi al termine dell’Arcade Mode.

In termini di Gameplay, Tekken 7 è uno dei migliori episodi della serie.

Piccoli, importanti cambiamenti

Sono davvero riusciti gli sviluppatori a rendere il Gameplay quanto più bilanciato possibile, limitando alcuni eccessi visti nelle ultime iterazioni del brand?
La risposta è sì, nella maniera più assoluta. E non solo: in termini di puro Gameplay, Tekken 7 è uno dei migliori episodi della serie.

A prima vista il settimo episodio potrebbe non dare questa sensazione: non si tratta di un capitolo che stravolge le consolidate fondamenta del brand ed in molti potrebbero ritenerlo semplicemente un “more of the same”.
Ma chi i Tekken li gioca da sempre, però, noterà subito alcuni piccoli ma significativi cambiamenti al sistema di combattimento che rendono gli scontri molto più coinvolgenti e gratificanti.
Anzitutto, il sistema di juggle è stato rivisto, risultando ora più equilibrato. Molti rimbalzi sono stati rimossi a favore di nuovi (Screw Attack, non eseguibili contro i muri), spingendo dunque i giocatori ad elaborare nuove combo ed approcci diversi rispetto a quelli sfruttati in Tekken 6 e Tekken Tag Tournament 2; alcune combinazioni possono arrivare ad infliggere buoni danni, ma più una combo aerea va per le lunghe, più i danni inflitti si affievoliscono, evitando dunque quelle situazioni che talvolta caratterizzavano gli ultimi capitoli, dove anche una singola catena ben assestata poteva svuotare per tre quarti la barra vitale.
Altre novità rilevanti sono le Rage Arts e le Rage Drive. Entrambe sono di facile esecuzione in termini di tasti da premere e possono essere utiizzare solamente quando il Rage Mode è attivo, una volta che il nostro combattente resta con poca vita a disposizione.
Le Rage Arts consistono in mosse finale capaci di arrecare seri danni: metterle a segno è tutta una questione di tempistica e possono essere anche utilizzate a conclusione di una combo per massimizzare i risultati e, perchè no, anche capovolgere l’esito di un incontro.
Le Rage Drive consistono invece in un potenziamento di mosse specifiche per ogni personaggio, che diventano così più rapide e più potenti.
Entrambe queste abilità speciali possono essere utilizzare una sola volta a round, sacrificando il Rage. Devono dunque essere utilizzare con un pizzico di strategia, poichè il rischio di sprecarle inutilmente è sempre dietro l’angolo.
Sono stati poi aggiunti alcuni effetti scenici volti a rendere gli scontri più adrenalinici: ad esempio, quando i due avversari eseguono contemporaneamente un attacco, l’azione rallenta per dare enfasi al momento e scoprire chi dei due lottatori andrà a segno per primo.
I lottatori di vecchia data hanno un parco mosse sostanzialmente invariato, ma presentano tutti alcuni nuovi colpi, spesso in sostituzione di vecchi attacchi, pensati principalmente per sfruttare il nuovo sistema di juggle.

Tutti questi cambiamenti e gli aggiustamenti di sorta hanno fatto solo il bene della produzione, portando il Gameplay a livelli stellari. Tekken è tornato in splendida forma e può davvero essere considerato tra i migliori della saga in termini di combat system.

Paul Phoenix è uno dei pochissimi personaggi ad essere apparso in ogni singola iterazione del brand, inclusi gli Spin-Off minori.

Manca qualcosa?

Sono 36 i personaggi disponibili (37 se consideriamo Eliza come Bonus Pre-order), un numero di tutto rispetto sebbene di poco inferiore all’offerta del sesto capitolo che comprendeva 40 lottatori.
Per il dispiacere di molti, alcune vecchie glorie sono state tenute fuori dal gioco: mancano nomi come Lei Wulong, Julia Chang ed Armor King, oltre a diversi personaggi minori come Bruce, Baek, Wang e Ganryu. Molto difficilmente verranno introdotti con futuri aggiornamenti, considerato che Harada ha più volte ribadito che i DLC futuri vedranno solo l’inclusioni di guest star da altri brand.
Assenti a parte, però, il roster di Tekken 7 è degno di elogi: oltre al numero corposo, i personaggi risultano ben bilanciati, molto di più rispetto ad alcuni predecessori, e sono tutti ben distinti tra loro in termini di stili di combattimento, con davvero poche similitudini (giusto Kuma e Panda condividono le stesse mosse, oltre alla consueta somiglianza tra Kazuya ed Heihachi, seppur meno marcata rispetto al passato).
Convincono la maggior parte delle New Entry: mentre Katarina e Lucky Chloe risultano consigliate  ai neofiti, Shaheen, Josie Rizal e Kazumi Mishima regalano molte soddisfazioni ai giocatori più tecnici grazie ad attacchi e combo sofisticati; intrigante anche Claudio Serafino, mentre qualche riserva per quanto riguarda Gigas, meno spettacolare rispetto ad altri esordienti pur essendo dotato di una notevole potenza. Infine, Master Raven si può considerare una “versione femminile” del vecchio Raven (altro grande assente) e ne riprende tutti gli attacchi aggiungendo qualcosa di nuovo: si tratta di una guerriera temibili nelle giuste mani.
L’introduzione di Akuma ha destato molta curiosità, essendo un personaggio proveniente da un Picchiaduro 2D. Ebbene, la sua implementazione si può dire riuscita, con un parco mosse adattato allo stile di Tekken ma che non si priva di tutte le sue caratteristiche viste nei vari Street Fighter (e tali mosse si eseguono alla stessa maniera), con tanto di barra EX che potenzia gli attacchi energetici.

Oltre al roster numeroso, abbondano anche le arene di combattimento, una ventina in tutto: come visto negli ultimi episodi, gli scenari alternano ring delimitati da muri ad altri invece senza limiti (molto pochi, a dire il vero), mentre altri stage ancora presentano più livelli, raggiungibili dopo aver infranto determinati ostacoli.
Dove invece si notano delle mancanze è nelle modalità per il giocatore singolo: oltre allo Story Mode, sono disponibili unicamente un breve Arcade Mode composto da 5 stage (e senza filmati conclusivi, come già accennato), il Practice Mode e la Battaglia Tesoro.
In quest’ultima modalità si affrontano un numero infinito di avversari nel tentativo di guadagnare quanti più tesori possibili (contenenti numerosi elementi per la personalizzazione) e per salire di rango fino ad arrivare al titolo di Tekken God Prime. Occasionalmente si affrontano delle battaglie speciali contro alcuni specifici avversari (ad esempio Jin, Devil Kazumi o Devil Kazuya) con la possibilità di ottenere rare ricompense.
In altri casi si affrontano invece match con regole speciali, come ad esempio doppia velocità oppure danni doppi; anche qui, in caso di vittoria, le ricompense sono numerose ed interessanti.
La Battaglia Tesoro riesce ad intrattenere adeguatamente e farsi giocare a lungo, considerato che raggiungere il massimo grado e sbloccare tutti gli oggetti per la personalizzazione richiede molto tempo.
Tramite le opzioni si può infine regolare il grado di sfida, come al solito da Molto Facile fino ad Impossibile: settare i massimi livelli di difficoltà può dare vita a battaglie interessanti, sebbene i più pratici di Tekken non incontreranno comunque enormi problemi nel destreggiarsi tra un cazzotto e l’altro.

Elemento fondamentale del gioco resta comunque il Multiplayer, sia Versus tradizionale con gli amici, sia Online contro i giocatori di tutto il mondo. Oltre alle consuete Partite Classificate per salire di rango (ed ora sono presenti anche delle stanze apposite dove cercare avversari) e le più “tranquille” Partite del Giocatore, è apprezzabile l’introduzione di una modalità Torneo da 4 fino ad un massimo di 8 giocatori, con numerosi punti in palio da spendere per gli sbloccabili.
Ci sono tutte le carte in regola per lasciare il segno in rete, ma sfortunatamente su console ci sono al momento alcuni problemi: si perde spesso la connessione con l’avverario, rendendo difficile avviare una partita e, nei casi più estremi, è addirittura necessario aspettare ore prima di riuscire a cominciare uno scontro.
La situazione non è rosea e, giustamente, molti hanno sollevato delle lamentele; gli autori si sono però già messi al lavoro per migliorare la situazione ed arriveranno presto delle patch correttive.
In sostanza, Tekken 7 offre alti e bassi in termini di contenuti. Il roster e la Battaglia Tesoro sono da elogiare, ma un Arcade Mode più corposo e qualche modalità aggiuntiva (quantomeno il classico Survival Mode se proprio si volevano tenere fuori il Time Attack ed il Team Battle) avrebbe dato una marcia in più a questa ottima produzione.

Shaheen è tra le New Entry più interessanti introdotte in Tekken 7. Una volta padroneggiato regalerà enormi soddisfazioni.

(CONTINUA A PAGINA 2)

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