Recensione – Hitman

Cover

Produttore: Square-Enix

Sviluppatore: IO Interactive

Genere: Stealth

Giocatori: 1

Versione testata: PlayStation 4

Il ritorno dell’Agente 47

L’E3 2015 ha regalato soddisfazioni agli amanti del genere Stealth: oltre all’annuncio ufficiale di Dishonored 2 durante la conferenza Bethesda, Square-Enix conferma l’arrivo di un nuovo episodio di Hitman, sempre sviluppato da IO Interactive, i creatori originali della serie.

Con questo sesto capitolo gli sviuppatori vogliono puntare in alto, offrendo mappe di grandi dimensioni ed un approccio molto meno lineare rispetto al passato; il giocatore ha così la possibilità di poter esplorare vasti mondi di gioco alla ricerca di tutte le risorse e le opportunità da sfruttare per giungere al fatidico obiettivo.
Le iniziali presentazioni appaiono convincenti e si genera forte entusiasmo per il ritorno dell’amatissimo Agente 47, impeccabile ed elegante killer professionista capace di portare a termine qualunque incarico assegnato.
Originariamente previsto per Dicembre 2015, il titolo subisce un rinvio a Marzo 2016; la notizia più clamorosa arriva però all’inizio del nuovo anno, con gli autori che hanno deciso di distribuire il gioco ad episodi, ricalcando il modello già utilizzato ad esempio da Telltale Games per le sue produzioni narrative.
La notizia solleva qualche perplessità: in molti si chiedono se davvero una simile distribuzione può fare bene ad una produzione come Hitman, facendo giustamente storcere il naso a tutti coloro che vorrebbero avere subito tra le mani un prodotto completo e pienamente giocabile.

A partire da Marzo, i sei episodi che compongono il nuovo Hitman vengono rilasciati nel corso di tutto l’anno, mentre una versione completa, intitolata “The Complete First Season“, esordisce sugli scaffali dei negozi a Gennaio 2017, in versione PC, PlayStation 4 ed Xbox One.
Finalmente, anche i più pazienti possono finalmente godersi le nuove gesta del glaciale assassino, il quale non ha perso lo smalto di un tempo.
Tuttavia, alcuni episodi meno ispirati, uniti a qualche problematica che andremo ora ad analizzare, non permettono a questo Hitman di imporsi tra i migliori esponenti del brand.

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In quanto a stile ed eleganza, l’Agente 47 non ha rivali.

Buongiorno, 47

Nel 1999, l’Agente 47 viene introdotto nell’ICA (International Contracts Agency), agenzia specializzata in sofisticati omicidi su commissione; già in precedenza l’ICA aveva monitorato le attività di 47, restando impressionata dai suoi successi come killer indipendente.
L’uomo si dimostra impeccabile anche durante i test dell’agenzia, riuscendo a completare le sue prove nonostante il tentativo del direttore Erich Soders di mettergli i bastoni tra le ruote, non fidandosi di 47.
Nonostante l’ICA non riesca a reperire alcuna informazione sull’Agente 47 o sulle sue origini, l’agenzia lo relcuta immediatamente tra le sue fila, con 47 che ben presto stringe un particolare rapporto con la sua referente, Diane Burnwood. Negli anni successivi, l’assassino si rivelerà una preziosa risorsa per l’ICA, portando a termine numerosi incarichi delicati (gli stessi vissuti nel corso dell’intera saga) e divenendo un nome leggendario, un killer talmente silenzioso e perfetto da far dubitare della sua stessa esistenza.
Venti anni dopo, la ICA affida all’Agente 47 una serie di incarichi provenienti da un cliente sconosciuto, noto semplicemente come “Shadow Client“; quelli che sembrano delle “normali” missioni sconnesse tra loro nascondono però un oscuro segreto che potrebbe coinvolgere anche l’intera agenzia.

Pur raccontando alcuni interessanti retroscena sulle origini dell’amatissimo protagonista (come il suo primo contatto con l’ICA e con Diana Burnwood), la trama è messa del tutto in secondo piano, specialmente durante i primi episodi del gioco, dove l’evolversi degli eventi appare poco chiaro e privo di approfondimento. Il mistero attorno agli incarichi di 47 diverrà più intricato verso le fasi finali, ma anche in tal caso il racconto appare fumoso e confusionario, tutt’altro che memorabile.
Data la struttura della narrativa in stile Serie TV, è molto probabile che gli autori abbiano volutamente gestito la storia in tale maniera poco chiara, in modo così da fare eventualmente luce sui misteri nella prossima stagione di Hitman, dove tutti i nodi dovrebbero teoricamente venire al pettine.
Restando però al presente, tale scelta non consente al titolo di rivelarsi coinvolgente in termini di trama ed evoluzione degli eventi, lasciando una certa insoddisfazione nel giocatore. Nessun personaggio, inoltre, si distingue per caratterizzazione (inevitabile, dato il ruolo minore della storia all’interno della produzione), nemmeno lo stesso 47, figura sempre carismatica ma qui non ulteriormente approfondita.

Hitman2

Il titolo offre un’enorme quantità di approcci ed opportunità per eliminare i bersagli principali delle missioni.

Assassino silenzioso

.La versione retail di Hitman raccoglie i sei episodi rilasciati nel corso del 2016, con l’aggiunta di vari contenuti bonus e, esclusivamente su PlayStation 4, i Sarajevo Six, nuovi bersagli da eliminare all’interno delle stesse mappe del gioco principale
Le promesse degli autori circa un mondo di gioco in stile sandbox, con una grande varietà di approcci ed opportunità per eliminare i vari bersagli, sono state in gran parte mantenute: il nuovo Hitman si dimostra probabilmente l’episodio più vasto in tal senso, l’opposto del ben più lineare Hitman: Absolution, il precedente esponente della serie uscito nel 2012.

Questo capitolo può regalare grandi soddisfazioni, merito specialmente di un level design ben strutturato che favorisce l’esplorazione da cima a fondo di ogni mappa, alla ricerca di tutte le risorse e le informazioni necessarie per eliminare i bersagli in maniera pulita ed impeccabile.
Come vedremo, però, la qualità dei singoli episodi (tutti rilasciati nel corso del 2016) non è sempre uniforme, ed Hitman alterna alti e bassi che ne compromettono in parte la qualità generale.
Il primo episodio, “Intro Pack“, è stato rilasciato a Marzo, comprendente una missione tutorial oltre alla principale ambientata a Parigi. Già dalla fase di addestramento si possono notare tutte le caratteristiche e le qualità della produzione, tra varietà di approcci e specifiche strategie da adottare per giungere alla conclusione dell’incarico. Interessanti i briefing, con informazioni dettagliate sui personaggi da eliminare e con la possibilità di pianificare la missione in vari aspetti, dall’equipaggiamento al punto di partenza, scegliendo anche l’abito per 47 e quali risorse portarsi appresso per facilitarsi la missione (ad esempio, le monete con le quali distrarre gli NPC).
Fondamentale la risoluzione delle Sfide, vari mini-obiettivi presenti in ogni episodio, che ci consentono di sbloccare ulteriori risorse e punti di partenza, tutto a beneficio della rigiocabilità; le Sfide generalmente consistono nell’eliminare i bersagli in una determinata maniera (ad esempio con travestimenti, eventi ed armi specifiche) e sono molto legate all’esplorazione generale dell’ambiente di gioco.
Attenzione: le Sfide si sbloccano solamente restando connessi Online, elemento cruciale in questo Hitman. Sebbene sia chiaramente possibile completare le missioni anche giocando Offline, per godersi la piena esperienza del titolo IO è necessaria una connessione ad internet in modo così da ottenere tutte le ricompense e le valutazioni del caso a fine episodio.
Tornando invece all’episodio parigino, Hitman parte subito con il piede giusto offrendo una delle missioni migliori della produzione: Parigi ha una mappa di grandi dimensioni e con alcuni tocchi di classe nei travestimenti, basti pensare alla possibilità di potersi camuffare da supermodello, prendere parte ad una sfilata (dove vi sarebbe anche l’opportunità di eliminare uno dei due bersagli principali del livello) e poi farsi invitare dalla nostra vittima nella sua stanza privata, avendo dunque la perfetta occasione per ucciderla.
Ma questo è solo un esempio dei tanti approcci che possiamo adottare: ad esempio, possiamo travestirci da camerieri, girovagare per le cucine (altrimenti inaccessibili senza destare sospetti) e trovare poi un veleno per topi con il quale intossicare un drink, magari proprio quello del nostro bersaglio che, in preda ai dolori, fuggirà in un bagno inerme, pronto per essere fatto fuori silenziosamente.
Volendo si possono seguire delle specifiche Opportunità, attivandole attraverso i menù e dandoci in questo modo suggerimenti su come portare avanti la missione. Ma se invece il nostro scopo è quello di svolgere un lavoro impeccabile senza seguire alcun consiglio, possiamo anche tranquillamente disattivare qualunque opportunità e crearle invece in maniera autonoma, dopo aver studiato attentamente i movimenti dei bersagli e tutto l’ambiente circostante.
Tutti gli aspetti positivi del livello a Parigi vengono poi confermati nell’episodio successivo, Sapienza, rilasciato ad Aprile.
La missione italiana è ancora più appagante, longeva e complessa rispetto alla precedente, con una varietà di approcci ancora maggiore ed una mappa ancora più impressionante in termini di design e dimensioni. Fondamentale portare pazienza, poichè i nostri obiettivi sono difficili da avvicinare e, pertanto, si rende necessario anche ragionare fuori dagli schemi per riuscire nel nostro compito. Travestirsi da amante della nostra vittima ed attenderla al buio può essere un buon modo, tra i tanti, per arrivare al successo.
Importante come al solito esplorare i dintorni alla ricerca della scheda di accesso necessaria per accedere ai laboratori sotterranei, dove camuffarsi da scienziato è fondamentale per avvicinarsi al prossimo scopo.

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La missione a Sapienza, in Italia, è una delle migliori del gioco.

Alle ottime prove dei primi episodi, tuttavia, seguono i successivi due, Marrakesh (uscito a Maggio) e Bangkok (arrivato ad Agosto), non altrettanto impressionanti.
Marrakesh in particolare si rivela il più debole del lotto: oltre alla poca creatività generale dello scenario e degli approcci a disposizione, risulta anche molto semplice avvicinarsi ai bersagli ed eliminarli senza grossa fatica, rendendolo di conseguenza l’episodio più breve e facile del lotto, incapace di regalare grossi stimoli.
Con Bangkok la situazione è leggermente migliore, ma non si ritorna alle qualità mostrate da Intro Pack e Sapienza. La mappa risulta discretamente articolata ed offre diverse opportunità da sfruttare per giungere al termine dell’incarico, ma diventa evidente come questo episodio (ed anche lo stesso Marrakesh) faccia fin troppo affidamento sui travestimenti, lasciando meno spazio ad approcci più creativi. In termini di design, poi, siamo lontani dai fasti degli inizi.
Tale discorso si può parzialmente estendere anche alla penultima parte del gioco, Colorado, rilasciata a Settembre.
Colorado offre l’area di gioco più contenuta e non si distingue per un gran numero di opportunità da sfruttare, ma presenta anche il maggior numero di obiettivi da eliminare, quattro in totale: a maggior ragione, lascia molto interdetti lo scarso numero di approcci a fronte di ben quattro bersagli, una pochezza forse inevitabile date le dimensioni poco generose della mappa.
Arrivati a questo punto, la sensazione generale è quella di essere davanti ad un Hitman sottotono, almeno per quanto riguarda la campagna principale.
Tuttavia, questa prima stagione si conclude con il botto, con un episodio finale arrivato ad Ottobre, Hokkaido, davvero superlativo e che risolleva in tempo la produzione.
La mappa giapponese è di enormi dimensioni, piena di opportunità e strutturata in maniera eccelsa, rendendo complesso e stimolante il proseguo della missione. Nulla deve essere lasciato al caso e non si rivela così facile riuscire ad avvicinarsi ai bersagli senza destare sospetti; in molti casi ci ritroveremo a girovagare continuamente per lo scenario in cerca di un’illuminazione, nella speranza di ritrovarsi nel posto giusto al momento giusto. Importante i travestimenti, da utilizzare con attenzione, e molto creativi i metodi di uccisione disponibili, probabilmente i più ispirati di tutto il gioco.
Vale decisamente la pena rigiocare più volte Hokkaido, molto longevo già alla prima partita ma pieno di segreti ed approcci alternativi che terranno impegnato il giocatore ancora a lungo.

In definitiva, un tutorial ben strutturato, tre episodi riusciti (con Hokkaido e Sapienza che possono anche essere definiti eccellenti) e tre poco impressionanti (Marrakesh è davvero mediocre): un’altalena di alti e bassi che nel complesso ci consegna un quadro generale positivo ma non impressionante, forse inevitabile conseguenza della distribuzione ad episodi adottata per questo capitolo (e destinata, con grande probabilità, ad essere replicata anche per la “Stagione 2“).
Parliamo adesso di tematiche ludiche più generali ma comunque importanti, come Intelligenza Artificiale e Difficoltà.
Purtroppo, l’I.A. non risulta brillante in vari casi e risulta anche molto semplice riuscire ad aggirare i nemici senza destare grossi sospetti. Certo, gli NPC possono riconoscere i nostri travestimenti ed insospettirsi, ma in tale casi molto spesso basta semplicemente allontanarsi (oppure cambiare al volo travestimento) e tutto torna come se niente fosse accaduto.
Ad aggirare in parte tali problematiche ci pensa però il grado di sfida, ampiamente personalizzabile: oltre a selezionare il livello di difficoltà (che comporta quantomeno una maggiore reattività dei nemici), si possono anche disattivare vari aiuti, come ad esempio il famoso Istinto già visto in Absolution e che ci consente di poter avere una panoramica generale dell’ambiente circostante e delle ostilità.
Con la giusta combinazione di difficoltà ed aiuti disattivati, Hitman può regalare una sfida impegnativa ed appagante. Arrivando poi al massimo grado di esperienza in ogni missione si sblocca la modalità Professionale, dove basta davvero un nulla per fallire i nostri scopi.
Il titolo IO è uno Stealth puro e, pur permettendo i combattimenti con armi da fuoco, è sempre sconsigliato un simile approccio, poichè a 47 bastano davvero una piccola manciata di colpi per essere sconfitto.

In termini di Longevità, la campagna principale si aggira attorno alla decina di ore, una durata non eccelsa se paragonata ad altri esponenti della serie. Tuttavia, ad allungare notevolmente il brodo ci pensano tutti gli enormi contenuti aggiuntivi (disponibili però solamente giocando Online), come i contenuti generati dagli utenti o i contratti Escalation, dove bisogna rispettare precise regole (uccisioni con un determinato travestimento o una specifica arma) per completare la missione.
Gli sviluppatori hanno inoltre promesso un costante aggiornamento dei Bersagli Elusivi nel corso del 2017: si tratta di obiettivi a tempo con una singola occasione per eliminarli, fallendo la quale comporta la perdita definitiva del bersaglio. Bisogna essere davvero impeccabili per completare queste piccole missioni, senza neanche commettere il minimo errore.
Considerato poi il gran numero di Sfide per ogni missione, Hitman potrebbe tenere impegnati anche per numerose decine di ore.

Hitman4

In molte occasioni è importante ragionare sui nostri movimenti: buttarsi a capofitto senza un piano può avere solo conseguenze negative.

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