Recensione dal Passato – Space Station Silicon Valley

Produttore: Take Two

Sviluppatore: DMA Design

Genere: Platform/Puzzle

Giocatori: 1

Una perla nascosta

Siamo nel 1998. La DMA Design ha già fatto parlare di sè per aver realizzato il primo episodio di Grand Theft Auto, ottenendo poi la definitiva consacrazione pubblicando il rivoluzionario Grand Theft Auto III e cambiando nome in Rockstar North poco tempo dopo.
Tuttavia, DMA Design ha lasciato il segno non solo per GTA, ma anche per aver prodotto altre produzioni originali ed interessanti: Lemmings porta la loro firma, esattamente come un altro titolo tanto folle quanto geniale come Space Station Silicon Valley, rilasciato su Nintendo 64 nel 1998 (e nel 2000 su Playstation con il nome di Evo’s Space Adventures).

Space Station Silicon Valley non ha ottenuto un grande riscontro in termini di pubblico, restando all’ombra delle più popolari produzioni per la console Nintendo. Un vero peccato poiché, al netto di qualche difetto, l’opera avrebbe meritato ben altra considerazione grazie alla sua originalità e la sua essenza unica nel suo genere.

Tecnicamente il titolo non è esplosivo, ma è comunque ricco di stile.

Nei panni di un microchip

Il titolo DMA Design è folle a partire già dalla storiella che fa da sfondo alle vicende: nel 2001, l’enorme Silicon Valley viene lanciata nello spazio per poi sparire completamente dai radar. Riappare soltanto mille anni dopo, ed in rotta di collisione con la Terra. Il Presidente degli Stati Uniti (una Drag Queen) ingaggia due “Eroi in Affitto”, Dan Danger ed il suo amico robotico Evo, per raggiungere la stazione e scoprire che sorte è toccata agli scienziati inviati poco tempo prima per un sopralluogo.
il viaggio non è dei migliori e, tra una discussione e l’altra, la navicella dei nostri eroi si schianta sul suolo della Silicon Valley. A causa dell’incidente, Evo è ridotto ad un semplice microchip ed ora il suo compito è ritrovare le parti che compongono il suo corpo, oltre a scoprire il mistero che si cela dietro il ritorno di questa enorme stazione spaziale.
Per far sopravvivere il piccolo chip bisogna impossessarsi, dopo averli sconfitti, dei corpi esanimi di animali robotici altamente intelligenti e che hanno preso il possesso della Valley.

Il gioco si svolge nell’arco di 30 Livelli, suddivisi in quattro zone (Europea, Ghiacciata, Selvaggia e Desertica); oltre ad una gran varietà di ambientazioni, i vari stage sono di dimensioni generalmente contenute in modo tale da evitare qualunque forma di smarrimento.
Dovremo portare a termine determinati obiettivi per poter sbloccare il portale che ci darà accesso al livello successivo. Ogni zona si conclude con uno Stage speciale dove è possibile ritrovare un pezzo del nostro corpo robotico, e solo dopo aver recuperato tutte le nostre parti mancanti potremo accedere al Gran Finale dell’avventura.
Per completare i vari obiettivi di ogni singolo livello, come già accennato, bisogna intrufolarsi nei corpi degli animali meccanici che popolano la stazione. Le bestiole sono davvero di ogni tipo, suddivisi in categorie a seconda della zona in cui ci troviamo, e con varianti spesso assurde (basti pensare alla presenza di un Cane con ruote e missili, oppure a una Iena-Motocicletta, ad una Volpe-Razzo o a un Tricheco-Acquascooter… e questi sono dei semplici esempi!).
A seconda degli animali di cui ci impossesseremo, potremo completare i nostri scopi e risolvere vari enigmi ambientali per giungere infine alla meta. Non è sempre così semplice ottenere i robot di nostro interesse: alcuni di questi animali sono di grosse dimensioni, forti e resistenti, e richiedono pazienza e sangue freddo per essere sconfitti; il più delle volte ci ritroveremo in una situazione di svantaggio, essendo dentro il corpo di un piccolo animaletto con il quale dare vita ad autentici scontri in stile Davide contro Golia.

Gli animali robotici di cui possiamo prendere le sembianze sono numerosi. Alcuni sono davvero folli e dotati di abilità fuori dal comune.

Il gioco risulta essere divertente, un Platform ben fatto che richiede anche un po’ di ingegno e concentrazione per venire a capo di tutte le insidie che caratterizzano Silicon Valley. Bisogna inoltre stare attenti a non farsi eliminare, poiché in caso di sconfitta saremo costretti a ricominciare dall’inizio il livello in corso. Ciò aggiunge un discreto fattore sfida al titolo DMA Design, in genere mai troppo frustrante ma che, in alcuni passaggi, potrebbe mettere a dura prova la pazienza del giocatore.
Purtroppo, a lungo andare si nota una certa ripetitività degli obiettivi di ogni stage, che consistono principalmente nell’impossessarsi di un determinato animale, recuperare un oggetto oppure attivare una leva; gli obiettivi, dunque, si presentano piuttosto generici e privi di spunti realmente interessanti. Una maggiore varietà degli scopi principali avrebbe sicuramente dato una marcia in più al Gameplay, uno stile ludico che resta comunque originale ed avvincente, che ci offre un Platform diverso dal solito e, appunto per questo, capace di attirare l’attenzione di tutti gli appassionati del genere.
Infine, in termini di longevità ci aggiriamo attorno alle 8 ore, ma i livelli si prestano ad essere rigiocato più volte, anche per cercare i collezionabili (statuine d’oro) nascosti per i vari livelli, alcuni dei quali piuttosto difficili da ottenere.

Scene di ordinaria follia

L’ironia e la sana demenzialità sono uno dei motori principali della produzione, come si può già notare da quei pochi ma deliranti dialoghi e briefing. Esilarante anche la caratterizzazione estetica delle varie bestie che popolano la Silicon Valley, che in linea teorica dovrebbero essere Robot super-intelligenti, ma che invece “godono” di espressioni ridicole che sono tutte un programma: i simpatici animali robotici sono tutti caratterizzati con sguardi fessi, quasi “strafatti”, che strapperanno ben più di un sorriso, gli stessi sorrisi suscitati dai loro poderosi attacchi, ulteriore inno all’originalità ed al disagio (per citarne alcuni, gli sputi di Ippopotami e Cammelli, gli escrementi esplosive dei Ratti, o le sataniche risata delle Iene che fanno impazzire chiunque le circonda). Momenti di delirio assoluto nei primi minuti di gioco, dove, al termine del prologo, si assiste ad una “Love Story” tra un cane ed una pecora…!

Il Level Design è buono, nulla di miracoloso, ma ben fatto in tutti i suoi aspetti, con livelli mai troppo uguali tra di loro. Il tutto condito con delle piacevoli e rilassanti musichette di sottofondo, che in alcuni casi rendono ancora più idiota l’azione in corso. Purtroppo il comparto tecnico non fa gridare al miracolo a causa di textures non troppo rifinite, oltre a qualche bug e rallentamento di troppo.

Gli improbabili eroi dell’avventura.

Un’opera da riscoprire

Space Station Silicon Valley è un titolo fuori di testa, a suo modo geniale e capace di regalare una piacevole esperienza videoludica. Il concept di gioco è originale al punto giusto ed offre situazioni inconsuete rispetto ai Platform tradizionali, mentre non mancano alcuni enigmi e passaggi ostici che regalano alcuni momenti di sfida genuina e stimolante.
Non vi sono gravi difetti che minano l’ottima qualità del gioco realizzato da DMA Design, anche se una maggiore varietà negli obiettivi ed un comparto tecnico più curato avrebbero dato una marcia in più al titolo.
Silicon Valley resta comunque una produzione di tutto rispetto che regala risate genuine grazie a tutte le sue costanti assurdità deliranti. Da provare assolutamente.

COSA FUNZIONA

– Ironia e demenzialità allo stato puro
– Piacevole accompagnamento sonoro
– 30 livelli piuttosto vari tra loro
– Concept di gioco interessante

COSA NON FUNZIONA

– Tecnicamente migliorabile
– Obiettivi ripetitivi

VERDETTO SENZAFILTRO: 8

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